Racconto di pesca: un grosso appuntamento per l’Albakora

Pescare un grande tonno in pastura a vista. Allamarlo con difficoltà e trucchi. Un combattimento lungo e impegnativo. Taggarlo e rilasciarlo in perfetta forma. Semplicemente, un sogno di pesca realizzato.

Sono i primi di agosto di un 2016 che per il mare Ligure genovese è stato fino a questo momento avarissimo di catture, a livelli davvero preoccupanti e che dovrebbero farci pensare… Con Daniele ci dirigiamo verso un relitto conosciuto, nella speranza di incontrare qualcosa di interessante e abbiamo con noi una bella cassa di sarde. E’ mattino presto, giornata tiepida e piacevole praticamente senza vento. Ci procuriamo il vivo e filiamo le canne, tutte innescate così a causa della presenza in pastura di lanzardi e altri pesci di piccole dimensioni che non permettono alle sarde di affondare. Dopo qualche tentativo “classico” provo a cambiare tattica e per una decina di minuti aumento molto la pasturazione con l’intento di creare frenesia fra i lanzardi, nella speranza di richiamare qualcosa di più interessante. Eccolo lì. Il mio fido ecoscandaglio Furuno me lo marca a 35 metri. Fuggi fuggi generale, cambio ritmo di pasturazione e il pesce è a vista. Le dimensioni sono generose, anzi, molto generose e, come tutti i grandi tonni, si muove lento e tranquillo fra le sarde sapientemente lanciate da Daniele.
Era il pesce che aspettavo da tempo, per il quale avevo preparato montature e terminali particolari, pensando e ripensando, durante l’inverno, a come gestire rapidamente l’assetto di pesca per adattarlo al meglio alle varie situazioni nella speranza di avere una nuova chance.
Il mio “appuntamento”.

Video di pesca: TONNO PESCATO E RILASCIATO

In passato avevo allamato a vista diversi pesci di dimensioni molto generose, ma le rotture avute mi hanno dato la giusta esperienza per sapere che con certi pesci non bisogna sbagliare proprio nulla e tutto deve essere pronto e perfetto. In pochi secondi, modificando velocemente la montatura di una canna, sono in pesca con un terminale di grande diametro (150 libbre), mentre Daniele, efficientissimo, mi aiuta a ritirare le altre canne filate e a prepararci all’eventuale strike. Mentre ritiro la canna con il lanzardo vivo che avevo alla picca a 35 metri, mi accorgo che il povero pesce innescato è risalito e, dalla paura, si è nascosto in carena. I miei movimenti sono decisi e studiati, quasi una trance agonistica; molte volte li avevo ripassati mentalmente e questa volta ero deciso a non farmi scappare un’occasione molto rara. Il pesce è sempre lì, con i suoi cerchi lenti a “pascolare” fra le sarde di pastura. Mentre Daniele continua la pasturazione e contempla le grandi dimensioni del nostro “amico”, comincio a filare lentamente la canna innescata, ma il pesce “smusa” più volte l’innesco: il terminale è spesso e devo sfruttare tutta l’esperienza accumulata in passato, grazie anche ai consigli di Lorenzo Allori. Ci accorgiamo che il tonno si porta dietro un terminale di alcuni metri, residuo di un’allamata poco fortunata per il pescatore. Modifico l’innesco due volte, cambiando assetto e forma per evitare che il pesce si abitui e “riconosca” la sarda innescata. Niente. La “smusa”.
Cambio tattica e chiedo a Daniele di lanciare le sarde più distanti mentre io, con il terminale in mano, mi “sincronizzo” e cerco di far scendere l’innesco in mezzo alla pastura, filandolo lentamente. Niente.
Il pesce ci passa vicinissimo diverse volte, a circa un metro dalla murata. E’ sfrontato e sicuro di sé, sa bene come fare per evitare rischi. Sono pesci molto “scafati”, allamati nella loro vita molte volte e di certo non mancano di esperienza e furbizia.
Cambio ancora e aggiungo un piccolo trucchetto. Filo nuovamente, sempre molto lento, per nascondere l’innesco in mezzo a diversi pezzi di sarda e farlo muovere il più possibile simile alla pastura.
Sono quei momenti che un pescatore come me attende per mesi, se non per anni, preparando l’attrezzatura, controllando e ricontrollando le montature e ripassando mentalmente tutti i dettagli.
Attimi sospesi… Il filo si tende fra le mie mani. Adrenalina a fiumi!

Lascio il filo ed esulto: ti ho fregato!

La frizione del mulinello Makaira Okuma Reel comincia ad urlare e chiudo a dieci kg; so che sulla prima fuga ogni attimo è fondamentale e mentre Daniele libera l’AlbaKora dall’ancoraggio accendo il motore e cerco subito di allontanarmi dal relitto dove il pesce sta già cercando di rifugiarsi. Sono momenti concitati, ma non siamo agitati. Piuttosto molto decisi. Spingo l’AlbaKora fino a 8 nodi, mentre il pesce porta via filo in modo impressionante, centinaia di metri sono già fuori bobina. La fuga dura oltre un minuto e mezzo e si arresta solo perché, dopo essermi reso conto di aver scampato il pericolo relitto, dirigo la barca verso il pesce per permettere a Daniele di recuperare un po’ del filo preso dal pesce.
Il momento è sempre critico perché, con una breve fuga, il pesce potrebbe ancora riuscire ad infilarsi nel relitto. Mi vesto e mi metto in canna per il combattimento.
Lentamente e con piccoli colpi di motore riusciamo piano piano a spostare l’AlbaKora mentre il pesce, in superficie e molto distante da noi, ci fa sudare freddo. Lentamente il tonno comincia a rallentare e ci fa respirare. A quel punto mi rendo conto che abbiamo delle possibilità e siamo decisi a giocarcele tutte, nonostante dall’altra parte del filo ci sia un gladiatore non certo di primo pelo. Ma non ci lascia tranquilli a lungo… Cambi di direzione repentini, soste e ripartenze veloci, testate e scrolloni. Un combattimento diverso dai soliti tonni di media taglia, proprio come mi aspettavo. Passano i minuti, il pesce resiste, ma io non mollo e lo tengo sotto pressione.
E’ passata un’ora e ho il pesce alla picca; lo vedo sull’eco a circa 60 metri e decido di lasciarlo per un po’ lì, per evitare di forzarlo e di averlo troppo vitale sottobordo. Le tensioni sono elevate e la fatica si fa sentire; Daniele è fondamentale per aiutarmi in mille cose. Anche la più semplice, come bere dell’acqua, in solitaria sarebbe impossibile. Mi piace molto andare a pesca da solo, ma un pesce così sarebbe davvero ingestibile. Lentamente cede, passano i minuti, innumerevoli i cerchi sotto la barca, mentre Daniele, ai comandi, cerca di prevedere il comportamento del pesce e di timonare al meglio. Comincio a vederlo, ma nuota ancora di schiena e mi accorgo che non è ancora stanco. Infatti riparte cercando di tagliare il filo sulla carena, più e più volte. Ogni volta lo assecondo e riesco ad evitare il peggio: esperienza e fortuna si mescolano e ci sorridono. Si gira di lato e comincio a pomparlo in modo più energico, terminale in bobina, chiudo ancora frizione e in pochi minuti aggalla. Un pesce meraviglioso, emozione alle stelle, Daniele sembra un bambino la mattina di Natale. Molto velocemente procediamo alla taggatura (ICCAT-Università di Sassari-APR) e ci accorgiamo che il tonno ha addirittura due terminali in bocca oltre al nostro. Lo ripuliamo per bene e ci prepariamo al rilascio. Daniele taglia non senza difficoltà perché il tonno è ancora molto attivo e vitale. Il pesce ci saluta con una pinnata maestosa e noi esultiamo. Abbiamo appena effettuato un rilascio davvero spettacolare e mi rendo conto che ho filmato tutto quanto: ne uscirà un bellissimo video.
Lo sforzo fisico è stato intenso, ma non eccessivo e mi godo al massimo il momento. Siamo davvero contenti. Dopo meno di cinque minuti dal rilascio mi chiama un amico da La Spezia che già sapeva… il mondo dei pescatori è così e ormai non mi stupisco più.
Mi raccomando, rilasciateli!

Riccardo Castellaro

Grande appassionato di pesca in mare e di sci, divido la mia vita tra mare e montagna. La passione per il mare mi ha portato a studiare scienze ambientali. Pratico spinning, traina, drifting e altre tecniche di pesca. Spero che i video che realizzo sul mio canale youtube e su quelli di Pesca Dalla Barca TV e Pesca TV vi possano essere utili, insieme agli articoli che trovate sul sito di Pesca Dalla Barca o dell'associazione Lanterna Fishing. Se posso esservi utile per un consiglio non esitate a contattarmi commentando sul sito o sui miei social.