Pescare il rombo con barca in deriva

La tecnica di pesca del pesce rombo in deriva, spiegate in un itinerario di pesca con tanto di video con me, Marco Volpi

Venezia è una zona di pesca con caratteristiche uniche. L’acqua calma e velata ma anche la forte azione delle maree influenzano la pesca e i pescatori che frequentano questa zona. Di recente sono stato a pesca a Venezia per dedicarmi a una battuta di pesca serale alle spigole con il gambero vivo, cosa che però per motivi tecnici non s’è potuta fare. Non immaginavo però che nelle ore diurne avrei pescato con un’altra tecnica, ovvero la pesca col vivo. Non immaginavo che avrei avuto modo di cercare e prendere un pesce ben diverso dalla spigola: un rombo. Eppure è andata così. Con l’aiuto del cameraman Nicolò, ho potuto realizzare un video-itinerario sulla pesca al rombo che si sta rivelando già molto cliccato sul canale youtube PescaDallaBarca TV (del gruppo Pesca TV). Vi racconto in sostanza come sono andate le cose quel giorno e come ho pescato.

A pesca nella Laguna Veneta

Per prima cosa vi devo dire dove ci trovavamo; già, perché la Laguna Veneta non è piccola: abbiamo avuto la fortuna di avere una barca in prestito nella zona di Punta Sabbioni ed è proprio lì davanti che si è svolta l’azione di pesca. Al nostro arrivo ci avevano parlato di qualche cattura di rombi di buona taglia. Siccome abbiamo avuto la possibilità di avere una barca in prestito… potevo non provare a prenderne uno? Non potevo resistere. Anche perché provarci era facile, avevo con me una sacca con le canne Tubertini che uso di solito (Atlantis, Genetic, Talaxa 6600) e al negozio di pesca ho preso qualche ghiozzo go’ vivo, probabilmente la migliore delle esche in questa zona per tentare la cattura del pesce predatore.

Inverno e primavera sono ideali

Dovete sapere che il ghiozzo è un pesce presente sui bassi fondali dell’alto Adriatico. Magari meno che in passato ma è tutt’ora il pasto prediletto dai rombi. Non fatevi ingannare dal fatto che sia un pesce piatto: il rombo è un predatore, eccome se lo è. Si nasconde sul fondo, cerca di sparire sotto la sabbia, ma è di una cattiveria notevole e quando spalanca la bocca può ingoiare anche pesci non troppo piccoli. Quando l’acqua è fredda, in inverno e in primavera, questi predatori si avvicinano molto alla costa per riprodursi e depositare enormi quantità di piccolissime uova. Proprio per questo motivo si possono trovare anche in un metro d’acqua. Io, come vedete nel video, ho pescato a scarroccio su pochi metri d’acqua. Ho innescato il ghiozzo vivo, il go’, su una montatura a un solo amo. La lenza è fatta con l’attacco scorrevole Sissy. Come piombi, ho portato con me il classico piombo giallo Tubertini con girella e moschettone che mi avrete visto utilizzare anche in altri video. Non ho solo piombi veri e propri, però, perché a seconda del fondale che incontrerò potrei usare anche una catenella, che ha dalla sua la produzione di rumore che potrebbe richiamare l’attenzione del pesce. Inoltre la catenella tende a incagliare un po’ meno. La lunghezza del finale è di circa un metro e mezzo. Prima di legare l’amo inserisco una pallina galleggiante gialla e rossa tubertini. Con questo sistema il ghiozzo fa più fatica ad andare sul fondo perché il galleggiante gli fa durare un po’ più fatica. Si chiamano 55B0303 ed al loro interno hanno una specie di piccolo stopperino in gomma che gli permetteranno di stare fermi sul filo proprio lì dove lo mettiamo noi. L’amo sarà un 5180 del 2/0, 3/0, 4/0 a seconda della taglia del ghiozzo da innescare. La misura dell’amo non deve spaventare perché le voci parlano di rombi sopra il chilo, per arrivare anche a sei sette chili qui a Venezia. Come finale uso il Soflex Momoi dello 0,37, l’ultimo fluorocarbon del marchio Momoi e quindi distribuito da Tubertini.

Pesca al rombo: l’innesco e la cattura

L’innesco del ghiozzo può essere fatto in diversi modi. Si può passare la bocca del ghiozzo da parte a parte, come andando a chiuderla. Secondo sistema, si può innescare dallle narici. Terzo sistema, si può infilare la punta dell’amo nella bocca del ghiozzo e uscire dalla branchia. Quando arriva l’abboccata, dobbiamo filare un po’ di lenza e stare calmi. Il rombo dovrà avere il tempo di ingoiare. Dopo qualche secondo metteremo in tensione la lenza e sentiremo se c’è il peso sulla punta della canna. Appena sentiamo il pesce dobbiamo ferrare in maniera decisa. A questo punto, se tutto è andato come deve, inizierà il combattimento con un pesce che tira sul serio, specialmente quando è vicino al fondo. Così è successo anche a me nel video che potete vedere, proprio al minuto 7:50. È lui, il pesce per cui ero venuto a pesca questo pomeriggio a Venezia. Un bel rombo il cui peso nel video ho anche sottostimato. Davvero un bel pesce predatore. E credetemi, in cucina poi è davvero fantastico! Ciao a tutti da Marco Volpi.

Video di pesca a bolentino in deriva con il vivo

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Marco Volpi

Pluri-Campione del mondo di pesca con canna da natante e più volte Campione italiano di pesca da riva. Vivo a Livorno. Gareggio per la Lenza Emiliana Tubertini. Trovate i miei video sui canali youtube del gruppo "Pesca TV" (http://pescatv.it): soprattutto sui canali "PescaDallaBarca TV", "PescaDaRiva TV", e "Pesca TV" (canale che raccoglie i migliori video tematici in alta definizione). Su facebook non sono presente con profilo personale ma con questa pagina (unica autorizzata: http://facebook.com/MarcoVolpiFanclub. Mi fa molto piacere che seguiate i miei articoli qui, e sulla rivista "Pesca Dalla Barca", in edicola, e i miei video. Se volete rivolgermi delle domande potete commentare sotto i video stessi o scrivere a info@pescadallabarca.pescatv.it. Un caro saluto da Marco Volpi