Pesca in mare, confronto tra live kab, vertical jigging e inchiku fishing

Ho confrontato la pesca a live kab (o polpo manovrato), il vertical jigging e l’inchiku. Ecco cosa conviene fare con una canna da pesca se si pesca da fermo nella pesca dalla barca per pescare grossi pesci

Forse vi sarà capitato molte volte di pescare in deriva, e di pensare a quale sia la tecnica migliore da impiegare una volta arrivati in un determinato spot di pesca. Ovviamente è importante sapere anche quale tipo di pesce si sta insidiando, per andare così a metter in pratica anche quei piccoli accorgimenti che possono essere ideali per quella specie di pesce.

Pesca a barca ferma: tante specie

È noto che in deriva si può pescare di tutto, dai sugarelli con il sabiki, ai pagelli a bolentino; poi si possono prendere le orate con il tenya (piombo con amo integrato), fino ai dentici e le ricciole con il vivo. Tutto ciò facendo sempre della pesca “a motore spento” con le canne da pesca . In questo articolo parleremo di pesca in deriva a live kab (o polpo manovrato), vertical e inchiku, tre tecniche selettive che possono talvolta regalare grandi soddisfazioni e che sono facilmente combinabili nel corso di una stessa battuta di pesca.

Pesca a live kab, vertical e inchiku fishing

Molto spesso, soprattutto in posti nuovi dove non ho mai pescato, mi sforzo di capire quale sia tra queste la tecnica più appropriata in base alle caratteristiche del luogo in cui mi trovo, delle specie presenti, e delle condizioni meteo marine. È vero, infatti, che molto spesso le condizioni di mare e corrente influenzano in maniera determinante l’esito di una pescata e condizionano la scelta della tecnica da utilizzare in quel momento. Quando è stato possibile, ho fatto dei test a parità di condizioni, in modo da determinare l’efficacia e l’efficienza delle tre tecniche sopra citate: live kab (o polpo manovrato), vertical e inchiku. Per efficienza si intende l’analisi delle alternative che producono il massimo rapporto tra risultati ottenuti e mezzi impiegati. Con efficacia, la capacità di raggiungere determinati obiettivi prefissati.

Per capire come pescare al meglio, ho messo a confronto tre tecniche di pesca in mare: il live kab (o polpo manovrato), il vertical jigging e l’inchiku. Ecco cosa ho scoperto di queste tre tecniche di pesca curiose e molto selettive!

Potrà sembrar strano a qualcuno, ma applicare concetti “economici” alla pesca sportiva può essere utile. Attenzione per “economici” intendo “di analisi statistica”. Magari potrebbe sembrare fuori luogo ma vi assicuro che ragionare su “efficienza” ed “efficacia” mi ha aiutato a semplificare un po’ le scelte tecniche ed a migliorare i risultati. Non risultati economici ma risultati…. Con le squame! Facciamo un esempio: considerando una situazione di corrente media cioè dal mezzo nodo a un nodo, pescando in deriva, è possibile mettere a confronto, nello stesso istante temporale, e a parità di condizioni, tecniche di pesca diverse come il vertical, l’inchiku, e il live kab; è necessario un equipaggio di tre persone almeno che peschino ognuno in maniera diversa, sempre che la corrente non sia troppo forte o il mare troppo mosso. A mio avviso, infatti, la pesca in deriva può essere molto efficace se lo scarroccio non supera il nodo; altrimenti l’uso del motore per tenere la barca diventa fondamentale e pescare contemporaneamente con troppe canne potrebbe essere un problema… alternativamente l’uso dell’ancora galleggiante diventa fondamentale per contrastare la corrente anche se molto spesso ne rallenta l’azione di pesca, poiché va issata e ri-calata a ogni risalita sul punto prescelto. Io, personalmente, preferisco usare il motore.

Stesse profondità di pesca

Ho cercato di confrontare queste diverse tecniche, cioè il live kab, l’inchiku e il vertical, contemporaneamente su batimetriche comprese tra i 60 e gli 80 metri e in spot localizzati nel canale di Sicilia, utilizzando lo stesso filo sul terminale (0,54) e la stessa zavorra (150 grammi). L’attrezzatura utilizzata nel caso della pesca con live kab è stata quella di una canna molto potente di lunghezza di mt. 2,70 (modello di canna da pesca : Tuna Strike 270 XP) associata a un mulinello rotante potente ma leggero (modello mulinello: Everol VJ 8 light) con una frizione più che potente. Nel caso della pesca a vertical e inchiku invece si sono utilizzate attrezzature specifiche con canne abbinate a mulinelli a bbbina fissa o rotante (modello mulinello: Everol VJ 6 ultralight). In tutti i casi i mulinelli avevano un filo trecciato compreso tra le 30 e le 40 lb. I test si sono svolti mirando alla cattura di grandi scorfani, pesci San Pietro, pagri e dentici. È stato osservato che l’uso del live kab risulta essere più efficace del vertical e dell’inchiku, sopratutto se si considerano come obiettivo pesci importanti.

Pesca in deriva: il risultato dei test, rigorosamente con le canne da pesca!

La tecnica del live kab, come molti di voi già sapranno, consiste nel pescare manovrando un’esca morta. Per lo più si tratta di cefalopodi, ovvero polpi, moscardini o calamari non troppo piccoli. Per questo motivo la pesca a live kab è detta anche “pesca col polpo manovrato” o semplicemente “polpo manovrato”. L’esca è zavorrata, ed il piombo è nascosto proprio all’interno dell’esca stessa. Alla zavorra è collegato un assist hook con due ami. Il montaggio del live kab può essere personalizzato in vari modi. Inoltre, ho osservato che i risultati ottenuti cambiano drasticamente quando al’inchiku viene associato l’uso di un’esca morta innescata sull’assist. Se è vero infatti, come anche nel caso del vertical, che l’uso del solo artificiale risulta essere meno catturante, l’impiego combinato dell’artificiale associato a un’esca morta, anche in questo caso cefalopodi (ovvero polpi o calamari), ne aumenta esponenzialmente l’efficacia.

Il rapporto tra tempo di pesca e numero di pesci catturati ha decretato come vincitore l’inchiku innescato
Il rapporto tra tempo di pesca e numero di pesci catturati ha decretato come vincitore l’inchiku innescato

Il rapporto tra tempo di pesca e numero di pesci catturati ha decretato come vincitore l’inchiku innescato. Sia il vertical che l’inchiku (intendiamo quello normale, con il solo polpetto di gomma) presentano note doti di immediatezza e rapidità di utilizzo che talvolta ne aumentano la produttività e quindi l’efficienza rispetto ad altre tecniche che richiedono più tempo per l’innesco, soprattutto in particolari condizioni meteo marine o con pesci molto attivi. Siccome anche il tuo parere ci interessa, scrivici cosa ne pensi commentando direttamente su Pesca dalla Barca. Oppure, se te la senti, inviaci un tuo video in cui peschi o parli dei tuoi risultati di pesca a inchiku: lo pubblicheremo su Pesca dalla Barca TV (gruppo Pesca TV).

Pagri, dentici, scorfani e cernie “preferiscono” il live kab e inchiku con l’esca

Qualcuno starà dicendo: “Era logico!”. In realtà non era così scontato. La messa a confronto, nella pratica, di tre tecniche di pesca cioè il live kab, l’inchiku e il vertical, non poteva dare un riscontro sicurissimo prima dell’inizio dei test. Le prove in pesca sono state numerose e ripetute. Ha vinto il live kab e più in generale hanno vinto gli inneschi in cui c’era presenza di esca naturale. Di certo poi ogni tecnica di pesca mantiene le sue attitudini e i suoi punti di forza. Il vertical può essere ottimo (e a tratti “devastante”) sulle ricciole, laddove la parola tra virgolette vada ad accompagnare le pescate di qualche sciagurato che non rispetti il peso massimo pescabile. Ricordiamoci che prima ancora delle leggi, dev’essere il buon senso di ognuno la regola da applicare in mare. E un po’ di educazione alieutica non guasta mai!

Bisogna considerare anche il “tempo perso”

In termini di efficienza, ho deciso di riportare per iscritto i risultati delle esperienze di pesca, miei e degli amici pescatori che mi hanno accompagnato in questi test. Alla fine ho realizzato il grafico che si trova a margine. Ho utilizzato come “indicatore”, il rapporto tra tempo di pesca e numero di pesci catturati. Ho cercato di raccogliere i dati sempre a parità di condizioni e nella stessa sessione di pesca. In questo caso si sono messe a confronto sempre le stesse tecniche, ovvero, come ormai sapete bene, il live kab, l’inchiku, e il vertical. Abbiamo poi, però, anche testato l’inchiku fishing, combinandolo con un’esca naturale; nel nostro caso il confronto ha dimostrato che la combinazione “inchiku più morto” risulta essere più efficiente, poiché garantisce al contempo rapidità di utilizzo e facilità di innesco rispetto al live kab che, invece, richiede più tempo per essere preparato in modo corretto.

Viva l’inchiku!

Non so che cosa ne pensi tu che leggi ma io ho notato che l’innesco del live kab richiede il doppio del tempo rispetto all’innesco della stessa esca morta montata su inchiku; questo molto spesso si è tradotto nella perdita della passata sullo spot con relativo calo di efficienza di questa tecnica rispetto all’inchiku combinato con esca morta… il vertical invece non ha prodotto particolari risultati e, soprattutto, si è dimostrato meno efficiente delle altre tecniche sperimentate nella stessa battuta di pesca. In conclusione, i risultati derivanti da questi esercizi mi hanno portato alla convinzione dell’utilizzo dell’inchiku, con le varianti del caso, sopratutto per testare rapidamente un posto nuovo dove non ho mai pescato in modo da capirne nel più rapido tempo possibile la validità o meno dello spot di pesca riducendo al minimo le possibilità di errori di valutazione in merito allo spot stesso. Ciascuna di queste tecniche meriterebbe un approfondimento a sé stante che spero di poter dedicare in articoli separati, magari con dettagli e particolari che ne contraddistinguono il corretto impiego in ogni situazione. Tu continua a seguire Pesca dalla Barca! Alla prossima.

Luciano Bonomo

La mia grande passione per la pesca in mare dalla barca nasce quando ancora da ragazzino pescavo tra i pescherecci in legno di Mazara del Vallo. Oggi dalla barca pratico la traina affondata e le tecniche di pesca in verticale. Per scoprire qualcosa in più su di me visita anche questo lungo articolo in cui cito la mia associazione Fisharing: https://pescadallabarca.pescatv.it/luciano-bonomo-storia-del-capitano-igfa-di-mazara-del-vallo/