Pesca a traina: ami circle o J ?

 

Non abbiamo bisogno di un amo grande per prendere un pesce grande, ma dell’amo giusto per il pesce che si sta cercando. Forse, questa vi sembrerà la frase di una famosa pubblicità di pennelli (ve la ricordate?) ma è in realtà una regola da tenere a mente nella pesca sportiva. La scelta dell’amo è di fondamentale importanza in ogni tecnica di pesca e molti studi, a partire già dagli anni ’70, hanno cercato di evidenziare quali possano essere gli ami più efficienti in base al tipo di pesce insidiato e alla tecnica di pesca impiegata. Su questo argomento fiumi d’inchiostro sono stati versati in tecniche quali il carp fishing (in acque interne) o il drifting (pesca in mare a motore spento). Un po’ meno discusso, questo importante argomento, lo è stato nella traina con il vivo. Inoltre, è comunque bene sempre ricordare che l’amo deve essere proporzionale all’esca usata. Aggiungerei anche che ogni amo implica una presentazione ad hoc dell’esca, considerando le caratteristiche peculiari della stessa, per esempio la compattezza ed il nuoto. Specialmente pescando a traina con vivo, e avendo a che fare con predatori molto sospettosi, questi aspetti sono determinanti.

Pesca a traina: le mie esperienze riguardo agli ami

Negli ultimi tempi, ho personalmente impiegato con ottimi risultati ami di tipo circle hooks al fine di poter scendere di diametro nei terminali e poter rilasciare i pesci di piccola taglia che, spesso, si avventano sui calamari di piccole dimensioni. Con centinaia di ami oggi presenti in commercio decidere quale tra le diverse tipologie di ami utilizzare è un compito assai arduo. Molte volte l’esperienza aiuta a districarsi fra le possibili scelte ma conoscere le abitudini dei pesci che si stanno insidiando è di fondamentale importanza.

Una diatriba sull’amo da pesca a traina col vivo

Uno storico dibattito ha infiammato per anni diverse scuole di pensiero in USA riguardo le preferenze sugli ami J o circle. Attenzione, non parliamo di marche ma di tipologie. I circle hooks offrono gli indiscussi vantaggi derivanti dal fatto che, nel 90% delle volte, il pesce non inghiotte e quindi potrebbe essere anche liberato illeso qualora sotto misura, o appartenente a una specie protetta. Questo sicuramente è un aspetto molto importante e da tenere in considerazione. In termini di efficacia di pesca, però, quale tipologia di amo è preferibile?

Pesca a traina ami circle o J esca viva_ (1)

Test e prove

La risposta, probabilmente retorica, è che entrambe le tipologie considerate (J e circle) hanno vantaggi e svantaggi che qui di seguito verranno discussi con particolare riguardo alla traina con vivo, pesca nella quale nei diversi anni ho avuto modo di fare vari test e prove. Quello che mi piace molto degli ami cirlce è sicuramente la loro “misteriosa” capacità di finire molto spesso esattamente nell’angolo della bocca del pesce, lasciando il terminale completamente fuori dalla bocca e “sicuro” dalle insidie derivanti dai possibili danneggiamenti dell’apparato dentale… questo ovviamente implica direttamente la possibilità di poter pescare con terminali più sottili, aumentando quasi sempre l’efficacia dell’assetto pescante. Sono ami molto resistenti e adatti a pesci di stazza importante. Un aspetto critico invece, osservato pescando con ami tipo circle, è quello relativo al fatto che l’amo deve essere chiaramente esposto per essere efficace nell’allamata. Questo significa che, pescando con esche piccole a traina, gli ami non solo vanno proporzionati all’esca nella loro dimensione, ma l’innesco va anche fatto correttamente, lasciando il più possibile scoperto l’amo. Un amo “libero” serve davvero a garantire il buon esito dello strike. Altrettanto importante è non ferrare subito ma, piuttosto, lasciare partire il pesce e gradualmente chiudere la frizione… l’amo circle ha bisogno di più tempo per lavorare bene e una ferrata al momento della mangiata toglie quasi sempre l’amo dalla bocca del pesce. E nessuno vuole perdere pesci, dunque… adattiamoci!

In prossimità del fondo

Ho poi notato che a traina con vivo, in particolar modo pescando in prossimità del fondo, l’impiego di questi ami può risultare inefficace, specialmente in situazioni di forte corrente o sulle mangiate dei dentici. Alcuni studi, inoltre, hanno evidenziato come il modo di legare l’amo circle abbia anche influenza sul numero di catture. Molti pescatori fanno il nodo sull’occhiello dell’amo (fig. B) ma risulta più efficace, garantendo dal 10% al 30% in più delle allamate, legare l’amo come mostrato nella prima immagine (fig. A). Quest’ultima legatura può essere poi perfezionata utilizzando uno spezzone di filo d’acciaio fissato sul gambo dell’amo in modo da inclinare maggiormente il filo in uscita dall’occhiello come suggerito nella terza immagine (fig. C). Sembra quindi che la libertà di movimento dell’amo di tipo circle sia fondamentale per la sua efficacia, anche per questo motivo spesso viene usato con la girella (fig. D) soprattutto a drifting ma non solo. Infatti, la girella consente contemporaneamente di: scaricare la torsione derivante dalla corrente sull’esca; di lasciare libertà di movimento all’innesco; di permettere all’amo di ruotare non essendo ostacolato dall’effetto del nylon; quest’ultimo risultato si ottiene anche con l’uso dell’anellino inserito nell’occhiello o con un’apposita piccola redancia.

Tutti e due circle? No. Meglio solo il ferrante!

Una cosa che ho trovato particolarmente ostica, è l’uso di ami circle in tandem; questa soluzione potrebbe essere presa in considerazione, per esempio, per l’innesco del calamaro. Parliamo sempre di pesca a traina con il vivo: la montatura normalmente utilizzata (la vediamo nella figura E, in pagina precedente) è un po’ scomoda, poiché implica l’uso di ami fissi e non montati in modo scorrevole. Anche nelle diverse varianti possibili, al cambiare delle dimensioni dell’esca bisogna rifare il finale. Ho poi notato, sempre pescando con il calamaro vivo, che l’uso della montatura doppia con due ami circle implica un aumento dei pesci persi. Per questo motivo, si è quindi preferito utilizzare un solo amo di questa tipologia “a cerchio” e fissare, invece, la parte superiore del calamaro a un amo molto piccolo. Un amo normale, come vediamo in foto. Questo piccolo uncino sarà scorrevole sul finale, e fungerà solo, a mo’ di gancio, per assicurare l’esca trainata. In questo caso, quindi, ancora una volta sarà necessario lasciare il tempo al pesce di mangiare e partire, ricordando di non ferrare.

La differenza sta nel tempo di ferrata

Il momento della ferrata risulta invece essere molto importante utilizzando ami di tipo J. In questo caso bisogna valutare attentamente l’attimo giusto per non sbagliare il pesce. Gli ami di tipo J sono sicuramente i più largamente utilizzati, considerando la pesca sportiva a 360 gradi, ma anche nella traina con vivo vengono prevalentemente impiegati nella classica montatura a due ami con il trainante montato scorrevole e il ferrante fisso. Si tratta di una soluzione comunque valida. In questo caso è bene porre attenzione anche alla scelta del terminale da usare, che per esperienza personale spesso finisce a contatto con l’apparato dentale del pesce: pescare con terminali troppo sottili implica frequenti rotture. Quindi evitiamo di pescare troppo fini in quanto lasciare due ami in bocca a un pesce non è una cosa sportiva. Sportività è altra cosa.

Tirando le somme

Inconvenienti a parte, quindi, l’amo J rimane un classico intramontabile che garantisce sempre con buona probabilità di portare il pesce a bordo. L’aspetto più dibattuto riguardo l’impiego di ami J rimane quello relativo al rilascio delle specie protette e sottomisura che, molto spesso, vengono ferite irreparabilmente dall’amo inghiottito. Bisogna essere responsabili nella scelta dell’amo e consapevoli delle caratteristiche delle specie ittiche da insidiare in modo da poter scegliere in maniera appropriata tra le diverse tipologie di ami a seconda del pesce cercato. Il mare è prezioso e chi lo ama lo deve anche preservare in questo modo, a vantaggio delle generazioni future. Buon mare a tutti.

Clicca qui per un altro articolo sulla pesca alla ricciola.

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La Redazione di PescaTV.it (sezione pesca mare barca)

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