Occhione (Pagellus bogaraveo): tutto su questo pesce di profondità

Occhione (Pagellus bogaraveo): tutto su questo pesce di profondità: Famiglia Sparidi, ordine Perciformi

È uno dei pochi Sparidi mediterranei che si trova abitualmente in acque profonde (fino a 600 metri), il che ne fa una delle prede più tipiche e ricercate del bolentino di profondità. È un pesce che vive in banchi numerosi, che una volta intercettati con l’ecoscandaglio possono regalare catture a ripetizione. È diffuso nell’Atlantico orientale dalla Norvegia alla Mauritania, includendo il nostro mare e i principali arcipelaghi atlantici.

Pagellus bogaraveo pesce occhione profondità mare bolentinoCome accade per molti sparidi, una certa frazione degli individui di questa specie è ermafrodita proterandrica: in parole povere nascono maschi e diventano femmine ad una certa età; questo garantisce alle neo-femmine dimensioni tali da produrre uova grandi e numerose. Questa specie si riproduce in primavera. I giovani passano i primi mesi di vita sottocosta, visibili in gran numero nei porti, spesso insieme a piccoli pagelli bastardi (Pagellus acarne), dai quali si distinguono per la lunghezza del muso, che nell’occhione è nettamente minore del diametro dell’occhio, e per il numero di raggi molli (escludendo quindi quelli spinosi) della pinna anale: 11-13 nell’occhione, 9-10 nel pagello bastardo. La caratteristica macchia nera sul fianco dell’occhione è assente nei giovani, rendendone più difficile l’identificazione negli esemplari giovani. Pur non avendo l’aspetto tipico di un predatore, da adulto l’occhione si nutre in buona parte di piccoli pesci, anche se gli invertebrati bentonici e planctonici rappresentano una frazione sostanziale della dieta. Può raggiungere i 50 centimetri di lunghezza ma, normalmente, non supera i 40. Ovunque è molto apprezzato per la qualità delle carni.

Occhione (Pagellus bogaraveo): tutto su questo pesce di profondità

Curiosamente, non sempre gli occhioni che vengono tirati su da svariate centinaia di metri di profondità soffrono di barotrauma: pur essendo pesci fisoclisti, cioè dotati di vescica natatoria non comunicante con l’esofago, quindi incapaci di espellere il gas in eccesso attraverso la bocca, sono abbastanza resistenti alla risalita se non è troppo veloce. Gli esemplari apparentemente sani possono essere rilasciati senza grossi rischi per la sopravvivenza, come dimostrato da studi effettuati su questa specie alle Isole Azzorre. In ogni caso tutti gli esemplari al di sotto dei 33 centimetri devono essere rilasciati in quanto oggi è questa la misura minima di legge (a differenza di quanto erratamente riporta la maggior parte dei siti internet, con evidenza non aggiornati).

Foto del pesce “occhione” (Pagellus bogaraveo)

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pesca in mare dalla barca a bolentino agli occhioni 2

Roberto Merciai

Nato a Firenze nel 1982, coltiva la passione per la natura e la pesca da quando aveva tre anni. Figlio e nipote d'arte, ha praticato diverse tecniche di pesca, dedicandosi principalmente allo spinning in acqua dolce fino al 2010, quando la carriera universitaria di Naturalista Ittiologo lo porta a trasferirsi a Girona, in Spagna. Qui inizia a dedicarsi allo spinning marino dalla costa, tralasciando momentaneamente le acque dolci, nelle quali è invece impegnato sul fronte professionale, svolgendo un dottorato di ricerca in ecologia fluviale. Dal 2006 al 2012 ha collaborato con lo storico mensile 'Pescare - la rivista dei pescatori', mentre dal 2013 scrive articoli di pesca e biologia sulle testate 'Pesca Spinning', 'Surfcasting' e 'Pesca dalla Barca', edite da ERREDI grafiche.