Marco Volpi: vi racconto il Mondiale di pesca per Nazioni appena vinto in Irlanda

Il campionato di pesca in mare con canna da natante raccontato dal pescatore italiano Marco Volpi

Ricorderò questo Campionato del Mondo di pesca 2015 come uno dei più belli disputati, come anche un buon ricordo me lo lasciò il Mondiale che disputai con la Nazionale italiana nel 2003, a Letterkenny. In uno scenario suggestivo, barche bellissime ci hanno portato a disputare dapprima le prove di pesca del nostro team (un po’ troppo brevi a mio parere in questa occasione) e poi le gare. Per quanto possa esser stato bello il posto e spaziose le barche, se vi ho detto che per me questo Mondiale resterà impresso è soprattutto per via dei pesci, prima ancora che per via del risultato ottenuto, del quale già la redazione di PescaDallaBarca.TV vi ha informati e, so, anche tenuti informati durante il Mondiale, facendo un sempre ottimo lavoro di diffusione della pesca sportiva di cui si parla sempre poco a dispetto di praticanti e medaglie.

Marco Volpi e i pesci pescati al Mondiale

I pesci, dicevo. I pesci sono stati tanti e soprattutto belli. Le specie che abbiamo catturato sono state merluzzi di varie specie, tordi, molve, qualche grongo e gattuccio. In questo tipo di gara vige la regola del catch & release, per cui gli otto pescatori di nazioni differenti che si sfidavano su ogni barca, dovevano catturare il più alto numero di pesci possibile, tenendo però anche ben in conto il punteggio che quella specie di pesce gli avrebbe attribuito. Bisogna sapere che ogni specie di pesce aveva un predeterminato punteggio, più o meno cospicuo. Per esempio un tordo valeva due punti, mentre un “pollack” (merluzzo di mezz’acqua) valeva 4 punti, e così via per le altre specie. Io e gli altri componenti della Nazionale azzurra abbiamo impostato la nostra gara tenendo sempre in gran considerazione le strategie utili ad accumulare i migliori punteggi in funzione dei pesci maggiormente presenti sui campi di gara e delle varie fasi che attraversavano le gare di pesca. Potrei dire che abbiamo puntato principalmente sulla specie “pollack”, sarebbe vero ma anche riduttivo, in quanto abbiamo usato dei terminali di nostra invenzione, dotati di addirittura 6 o 7 agganci per braccioli intercambiabili. Cosa vuol dire nella pratica? Ben, significa che impiegando snodi intercambiabili VLP misura 2 di Tubertini, avevamo la possibilità di inserire i tre braccioli imposti come limite massimo dal regolamento, in sei o sette posizioni differenti, in modo da adattarci meglio a questa o a quella specie di pesce. Il trave era sempre realizzato con monofilo Tatanka Evo Silver di diametro compreso tra lo 0,30 e lo 0,40 millimetri. Si tratta di fili tutt’altro che spessi se pensate che mi è capitato di fare una tripla cattura così fatta: “pollack” da 4,5 chili sull’amo alto, pollack da 4 chili sull’amo intermedio e tordo da chilo sull’amo basso. Una cala davvero notevole. Nuova prova superata dagli ami numero 5 di Tubertini della serie 2 opaco. Peccato che nel regolamento particolare di questa gara non fosse considerato un “over point” ovvero un bonus per i pesci che superavano una certa taglia. Non è per quanto pescato da me che dico questo ma credo che, in generale, non sia giusto attribuire 4 punti a un pesce di 25 cm (taglia minima) e dare gli stessi quattro punti a un pesce che magari misura 65 centimetri per tre chili di peso. In alcune gare in passato era stabilito che i pesci della stessa specie, oltre una certa lunghezza avevano un “over point”, ovvero un bonus. Le gare però sono state molto belle e per tutti quanti complicate: i pesci erano furbi ed andavano ingannati ricercando la perfezione nell’innesco e nel modo di rispondere all’abboccata. Gli stessi merluzzi (in lingua locale “pollack”) alle volte si presentavano con una “tocchetta” secca, altre volte con una trazione lenza e impercettibile, ed era fondamentale contrapporgli un movimento della canna delicato ma preciso. Sbagliare voleva dire perdere l’esca. Siccome però le esche migliori, vale a dire i vermi “rag worm”, erano contati, ecco allora che sbagliare un pesce voleva poter dire perdere proprio la possibilità di catturare il pesce in più rispetto agli avversari che, voglio sottolinearlo, sono fortissimi. Le nazionali di molti paesi sono in crescita. Sottolineo per esempio la crescita della squadra croata, anche giovane, la preparazione della forte nazionale inglese, la bravura degli irlandesi, degli spagnoli e comunque tutti in generale hanno accresciuto la loro preparazione, contando anche su attrezzature Tubertini, e anche questo fa piacere sottolinearlo, sempre più usate dai pescatori al “top level” in tante nazioni. Ho visto usare parecchie 506 identiche alla mia, in gara. Per quanto riguarda la gara, ci ha lasciati un poco interdetti il cambiamento delle regole riguardo l’uso del piombo che anziché essere 30 grammi come minimo è stato portato a 3 once, dunque circa 85 grammi.

Le esche in queste gare di pesca in mare…

Devo dire che anche nella distribuzione delle esche andava fatta maggiore attenzione perché non serve dare a tutti 10 “sandeel” (lunghi pesciolini simili a costardelle), 3 sgombri, se poi non si è perfettamente proporzionali con tutti nella distribuzione dei vermi, contandoli per ogni concorrente. Se si considera che per ogni scatola c’erano dai 15 ai 17 vermi posso dire che nell’ultima gara mi sono mancati 10-12 vermi su tre scatole, vermi mancanti che mi sono costati carissimi all’ultimo turno dell’ultima gara dove ho perso di un solo punto la mia barca. Riguardo la prova della Nazionale devo dire che, nonostante avessimo pescato, solo venerdì e domenica mattina (troppo poco tempo per provare) l’impostazione di squadra è stata quello che ci ha permesso di vincere. Qui a Bundoran abbiamo ulteriormente affinato le montature usate nel 2003 a Letterkenny, per merito del progresso nei monofili e dei nuovi snodi VLP. I risultati individuali di barca sono stati di un primo e due secondi per il sottoscritto (settimo assoluto). Un primo e due secondi per Paolo Volpini (sesto assoluto). Un primo e due secondi per Anthony Giacomini (quarto assoluto). Due primi e un quarto per un ottimo Gabriele Brunettin e, un 3,7,4 per un Mauro Salvatori un poco sottotono rispetto invece a tanti mondiali in cui è stato una garanzia. Merita menzione il bravo Fabio Grati che ha ricoperto il ruolo di riserva pur avendo pescato bene in prova. La svolta del Mondiale 2015 si è sicuramente avuta nel distacco accusato in barca con me e con Gabriele Brunettin nell’ultima prova. Questo doppio distacco nei cinque scontri diretti dell’ultima gara ci ha permesso di staccare Inghilterra e Irlanda, andando a vincere davvero nella pesca di pesci che nel nostro mare non ci sono. Nella pesca, e credo in tutte le discipline di pesca, è possibile vincere pescando pesci non comuni delle proprie acque. Non importa che sia canna da natante o surf casting o agonismo in acque interne. Sono convinto che con una preparazione meticolosa e con la fondamentale giusta impostazione delle strategie di squadra si possa e si debba fare, per l’Italia.

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Marco Volpi

Pluri-Campione del mondo di pesca con canna da natante e più volte Campione italiano di pesca da riva. Vivo a Livorno. Gareggio per la Lenza Emiliana Tubertini. Trovate i miei video sui canali youtube del gruppo "Pesca TV" (http://pescatv.it): soprattutto sui canali "PescaDallaBarca TV", "PescaDaRiva TV", e "Pesca TV" (canale che raccoglie i migliori video tematici in alta definizione). Su facebook non sono presente con profilo personale ma con questa pagina (unica autorizzata: http://facebook.com/MarcoVolpiFanclub. Mi fa molto piacere che seguiate i miei articoli qui, e sulla rivista "Pesca Dalla Barca", in edicola, e i miei video. Se volete rivolgermi delle domande potete commentare sotto i video stessi o scrivere a info@pescadallabarca.pescatv.it. Un caro saluto da Marco Volpi