Come pescare a bolentino con i mulinelli elettrici secondo Diego Pizzeghello

Pescare bei pesci a profondità sostenute è possibile soltanto con i mulinelli elettrici, è questione di fattibilità e non di sportività

Anche se il nome stesso della tecnica “bolentino di profondità” rende bene l’idea di cosa stia ad indicare, precisiamo per tutti coloro che non lo hanno mai praticato che si tratta di un modo di pescare profondamente diverso dal bolentino costiero, nel quale la tocca comporta spesso l’immediato recupero della lenza. Nella pesca a profondità importanti (fino a 600-700 in alcuni casi) la pratica del bolentino richiede un’organizzazione sulle tempistiche di calata e recupero delle lenze e un minimo di organizzazione a bordo per innescare i grandi terminali che si impiegano. Anche il mulinello è particolare, elettrico e caricato con un migliaio di metri di trecciato dello 0,30-0,40 millimetri. Al contrario di quanto possano dire alcuni pescatori che non hanno probabilmente mai usato gli attrezzi elettrici, la pesca al bolentino di profondità resta avvincente e divertente al pari di tante altre tecniche. Se è vero che lo sforzo meccanico del recupero del pesce non verrà fatto da noi, ma dal “motorino elettrico” montato sulla canna, è vero anche che l’ormeggio, la valutazione della corrente e le giuste tempistiche di durata di ogni cala saranno delle vere sfide da affrontare e influiranno in modo notevole sul risultato di una battuta di pesca, ovvero su quanti occhioni (clicca per approfondire), e di che taglia, potremo prendere. A profondità superiori ai trecento metri, dove la luce non arriva, vivono questi peci di branco, simili per certi aspetti alle boghe del sottocosta ma con la differenza d’essere più grandi e combattivi e, soprattutto, squisiti da mangiare. Gli occhioni infatti sono conosciuti anche con il nome di “pezzogna” e spesso esposti sui banchi di tante pescherie d’Italia. Nei pressi dei fondali, oltre quota trecento metri però potremmo trovare anche altre specie. Secondo la conformazione della zona potremmo imbatterci in scorfani di fondale (di un bel rosso fuoco ma di piccole dimensioni), pesci lama, San Pietro, rondanini (anche detti “pesci castagna”) e qualche piccolo squaliforme… a volte sarà un grosso squalo capopiatto.

Tecnica di pesca a bolentino di profondità

Una volta trascorso il tempo di navigazione necessario per raggiungere la zona di pesca, dovremo individuare la porzione di fondale sulla quale vorremo pescare. In genere si tratterà di una “scalumata”, vale a dire il pendio di una secca rocciosa che fuoriesce dai fondali fangosi e che ospita anche formazioni coralligene. Un ecoscandaglio capace di lavorare bene fino a 700 metri sarà indispensabile. Una volta trovato con esattezza il punto in cui pescare, però, il più difficile di tutto il “lavoro” non sarà ancora stato fatto poiche dovremo valutare con attenzione la direzione in cui si muoverà la barca, trasportata da vento e corrente. Quindi dovremo andare a monte del percorso che il vento e la corrente ci faranno fare nel tempo necessario per l’ormeggio e gettare l’ancora. Si tratta di un’operazione più facile a dirsi che a farsi poiché il tempo di discesa dell’ancora sarà di diversi minuti, un tempo che è sufficiente anche per vento e corrente deboli a far fare parecchia “strada” a una imbarcazione.

Srotoliamo i terminali per pescare a bolentino profondo

Quando l’ancora avrà raggiunto il fondo e la cima si sarà tesata potremo preparate l’atrezzatura e iniziare a fare bolentino di profondità. Inseriamo le canne su poggiacanna esterni (modelli che devono essere assulutamente solidi) e colleghiamo i mulinelli elettrici alle prese di bordo. A parte possiamo srotolare i terminali, realizzati con un numero di ami che, secondo le nostre abitudini e le nostre mire, potrà andare dai dieci ai venti. Tutto il resto sarà divertimento, ma anche tecnica, strategia. Non è una pesca da sottovalutare. Come ho avuto modo di scrivere e dire diverse volte, usare i mulinelli elettrici non è questione di “sportività” ma di “fattibilità”. Anche a me piace sentire il pesce in canna (come vedete nel video di spinning cliccando qui dove pesco tonni con la mia canna Tuna Strike 270 XP), ma nella pesca a grandi profondità l’elettrico è obbligatorio.

Di seguito un video amatoriale realizzato in pesca con l’amico Franco Nostrini e diviso in due parti.

Altri video di pesca con telecamere professionali, mai diffusi su youtube, li potete vedere acquistandoli sull’app PescaVideo.

Bolentino Profondita pesca in mare occhioni naselli_ (1)
PIEGA ESTREMA PER UNA CANNA A INNESTI DA 3,5 METRI.
Bolentino Profondita pesca in mare occhioni naselli_ (2)
RECUPERO DI OCCHIONI PESCATI A CIRCA MEZZO CHILOMETRO DI PROFONDITA’.
Bolentino Profondita pesca in mare occhioni naselli_ (3)
UN PICCOLO CALAMARO INNESCATO SU AMO CIRCLE.
Bolentino Profondita pesca in mare occhioni naselli_ (4)
UN OCCHIONE (PAGELLUS BOGARAVEO).

Come pescare a bolentino con i mulinelli elettrici secondo Diego Pizzeghello

Diego Pizzeghello

Grazie per aver letto questo mio articolo. Io sono Diego, appassionato di pesca fin da ragazzino, quando andavo a pesca di branzini dalle scogliere di Genova. Pratico con grande piacere la pesca dalla barca, sia a spinning che a bolentino, a traina, a drifting e con un po' tutti i metodi di pesca sportiva che mi permettono di ferrare qualche cattura pregiata. Non vorrei passare per un "professorone che se tutto" ma mi fa piacere scrivere qualche articolo e, di tanto in tanto realizzare un video di pesca. Se potessi aiutarti a prendere qualche bel pesce ne sarei felice anche se, amo ripeterlo, nella pesca la fortuna conta tanto e, prima regola: bisogna pescare dove ci sono i pesci. Spero che quello che faccio ti piaccia e che "mi premierai" condividendo i miei video. Ciao!