Bolentino profondo nel Sud Sicilia

Bolentino profondo all’Isola Ferdinandea

30 miglia di navigazione per raggiungere il waypoint. Siamo nel bel mezzo del Mediterraneo, scandagliando i fondali di Graham, Terribile e Bancazzo, dei paradisi subacquei per tutti gli appassionati pescasportivi. I fondali sabbiosi sono tagliati da una lunga dorsale rocciosa, nata da eruzioni vulcaniche sotterranee che hanno cambiato conformazione ad una vasta porzione di Mediterraneo. Impegniamo tutto il pomeriggio per la preparazione della battuta, correggendo terminali e visionando le mappe in 3d al computer, alla ricerca dei migliori hot spot, che possono regalarci forti emozioni.

bolentino profondoI fondali risalgono proprio in direzione delle formazioni vulcaniche del Banco di Graham, dove il cappello del vulcano risale sino a 6 metri dalla superficie. I nostri punti sono tutti posizionati tra i 150 e i 200 metri alla ricerca di occhioni, cernie e altri pesci che trovano su quei fondali una circuito trofico vitale. Ci imbarchiamo su un Arvor 28, una barca da pesca di 9 metri, (seguita da altre due imbarcazioni open) attrezzatissima per tutte le tecniche, ci indirizzeremo comunque verso la pesca a bolentino con un attrezzatura pesante e mulinelli elettrici che ci permettano il recupero veloce anche con prede importanti. In uscita dal porto raggiungiamo subito, di rientro, la barca del cianciolo che ci fornisce le esche. In stiva mettiamo subito una cassetta di sardine, una di calamari di taglia e una piccola cassettina di sgombri. Al volo recuperiamo alcune seppie vive che prontamente andranno nella vasca del vivo per provare qualche giro di traina attorno ai banchi. Raggiungiamo i fondali e dopo un attenta valutazione dell’ecoscandaglio decidiamo di calare in prossimità di una cigliata a circa 180 metri.

L’ATTREZZATURA PER IL BOLENTINO

bolentino profondoUtilizziamo sul terminale 5 ami del 8/0 ricurvi e nel ultimo bracciolo un 6/0 collegati ad un bracciolo da 10 cm della dimensione di 0.6 mm con carichi di rottura a partire da 30 Kg, tutto legato ad un trave da 0.9 mm. Il terminale è lungo circa un metro e mezzo, collegato alla lenza madre tramite snodi e girelle a cui inseriamo un lampada stroboscopica lampeggiante al fine di attirare la preda sotto la barca

L’ANCORAGGIO DELLA BARCA DA PESCA

pesca bolentino profondoCi troviamo fortunatamente in una situazione di assenza di correnti importanti, ma decidiamo di ancorarci ugualmente, dopo aver provato a pescare in deriva per una decina di minuti, e aver allamato qualche bell’occhione e qualche grosso sugherello. Montiamo quindi la corrente per un centinaio di metri e gettiamo l’ancora a rampino con un paio di metri di catena. Nella cima dell’ ancora comunque inseriamo un parabordo per far calare in maniera più verticale possibile la catena.

L’ESCA PER PESCARE A BOLENTINO

pesca esche sardinaInneschiamo gli ami più vicini al fondo con il filetto di sarda, basta sfilettare la sarda dalla parte posteriore, e aprirla a libro, l’amo andrà inserito all’interno, si chiude la sarda e se è possibile sarà utile legare la sardina con del filo elastico, terzo e quarto amo invece innescati con un involtino di calamaro ripieno di sardina, molto semplice da fare: basta ripetere l’operazione con la sardina e dopodiché avvolgere l’esca con il mantello del calamaro eviscerato in maniera di coprire la sardina. Per l’amo più in alto invece abbiamo grandi aspettative, inneschiamo un mix i sarde a grappolo, un calamaro e mezzo sgombro che faccia da richiamo alle grosse cernie del Mediterraneo.
Grazie ad una strumentazione eccellente non abbiamo problemi a scegliere il punto di pesca valutando pro e contro. La “signora barca” è attrezzata di tutto punto, valida compagna per una pescata lontano da terra.

CERNIA A BOLENTINO

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pesca bolentino profondo

Marcello Guadagnino

Nato a Palermo il 14 giugno 1980, laureato in biologia marina, specializzato in gestione delle risorse acquatiche. Esperto di elasmobranchi, redattore per riviste del settore come Mondosommerso dove curava la rubrica “biologia marina” porta avanti anche la rubrica “Per saperne di più a pesca” di Mondobarcamerket e collabora con la rivista ABC della pesca in mare. Si occupa anche della realizzazione di video/documentari relativi all’ambiente. A Selinunte è il direttore del centro di educazione ambientale per il mare Mondomare. Autore di libri sul mare editi da Magenes editoriale si occupa anche di nautica, pesca sportiva, viaggi, e biologia marina.